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Visite guidate delle classi seconde della Monte Grappa

Le classi seconde della scuola Monte Grappa quest’anno, tra le diverse iniziative a cui hanno partecipato, hanno effettuato due uscite didattiche tanto splendide quanto formative.

Il giorno 29/04/2015 si sono recate al Museo Diocesano per visitare la mostra “Donatello svelato”. Alunni ed insegnanti hanno avuto l’opportunità di ammirare tre grandi Crocifissi che Donatello realizzò nel corso della sua vita e che rispecchiano tre fasi cruciali del suo percorso artistico: il Crocifisso realizzato per la Chiesa di Santa Croce in Firenze appartiene al periodo giovanile, quello della Chiesa di Santa Maria dei Servi di Padova prodotto a metà della carriera scultorea e quello bronzeo della Basilica di S. Antonio a Padova forgiato quando l’artista aveva circa sessant’anni. E’ stata una mattinata davvero ricca di emozioni in particolar modo quando, dal fondo della scalinata che introduce al Salone dei Vescovi, ci ha “accolto” il magnifico ed imponente Crocifisso della Chiesa di Santa Maria dei Servi, da poco restaurato.Quanto stupore per le insegnanti quando si sono accorte che alcuni dei loro alunni erano stati così colpiti da tanta bellezza da commuoversi. Va sottolineato il fatto che i bambini hanno potuto ben comprendere quanto veniva loro presentato grazie ad una guida competente e preparata che li ha accompagnati nel corso della visita a scoprire aspetti artistici in maniera adeguata alla fascia d’età degli scolari.

Il giorno 25 maggio 2015, invece, entrambe le classi si sono recate in visita al Roseto di Santa Giustina. Quest’ultimo si colloca a ridosso delle mura cinquecentesche di Padova ed ha per sfondo la Basilica di Santa Giustina e il Prato della Valle.

Gli alunni sono stati guidati lungo un percorso che ha considerato il rapporto tra le rose e  gli organi di senso; la visione di oltre un  centinaio di varietà di rose di diversa tipologia, colore, forma e caratteristiche. E’ stata presentata la rosa nella letteratura attraverso il racconto della favola “La Bella e la Bestia”. I bambini, partendo dalla rosa botanica (progenitrice di tutte le rose), hanno potuto ammirare: le rose antiche, le rose moderne, le rose del mondo,le rose dedicate agli stilisti e ai personaggi famosi. L’itinerario didattico ha guidato gli alunni verso la conoscenza di questo fiore e della sua storia. La visita al Roseto di Santa Giustina ha costituito, tra l’altro, una valida occasione per approfondire la conoscenza delle bellezze che caratterizzano il territorio di Padova.

Ambedue le uscite sembra abbiano riscosso l’interesse degli alunni e, secondo quanto riferito dagli stessi, anche delle loro famiglie. Siamo quindi giunte alla conclusione che non è necessario raggiungere mete lontane per poter ampliare le proprie conoscenze, dal momento che il nostro territorio offre ottime opportunità da questo punto di vista, senza trascurare la facile raggiungibilità dei siti e la vicinanza nel caso in cui fosse necessario intervenire per ogni evenienza.

 

Un saluto alla Preside

Cara Dott.ssa Elsa Miozzo,

è forse tutto cominciato con quell'acero campestre... Ricorda?

Ha preso dalle mani dell'ex-assessore comunale al Verde Micalizzi la vanga e giù a darsi da fare per  posizionare quell'esile alberello nel prato vicino alla palestra, gli occhi  di noi tutti - docenti e ragazzi - puntati addosso.

Avremmo dovuto capire  subito che Lei non era quel tipo di persona che sta affacciata alla  finestra a guardare, tanto meno serrata in presidenza, ma  di quelle che si  buttano a capofitto nelle cose e, goccia dopo goccia, mirano a scavare la roccia..., dritte verso l'obiettivo, anche senza paura di rimboccarsi le  maniche!

E di obiettivi pare ne abbia centrati parecchi prima dell'esperienza al  nostro XIV IC, così come dopo il suo arrivo a Montà: anni e anni in cattedra tra i suoi alunni alle Primarie i cui ricordi spesso sono  affiorati durante i nostri incontri, una laurea brillante in Psicologia, poi l'esperienza dirigenziale lunga e  complessa a Curtarolo e infine quella qui, affiancata dall'oneroso impegno a Camposampiero, che sicuramente lascerà il segno.

Certo agli inizi - lo confessiamo - ci è sembrata un "tornado": repulisti a go-go, traslochi, tinteggiature, grandi pulizie, manutenzioni ordinarie ed extra, ottenute  anche tempestando di richieste l'Amministrazione Comunale... Però ogni plesso è indubbio se ne sia giovato, per la soddisfazione di tutti.

Che dire poi della sua continua opera di "snellimento" dell'apparato  burocratico a cui eravamo avvinghiati, condotta con tenacia sì, ma anche  con competenza? Il nuovo Regolamento ne è la più esplicita testimonianza.

Infine non dimentichiamo quello che presto è diventato il "fiore all'occhiello" dell'Istituto, ovvero il sito che Lei ha fortemente voluto e  che speriamo continuerà a raccontare le nostre storie di "buona Scuola".

Molte altre cose ci verrebbe da dire, ulteriori momenti tornano in mente, anche quelli fatti di dibattito acceso, di discussione, in ogni  caso costruttivi, ma prevale senz'altro il desiderio comune di ringraziarLa  per le energie che ha speso tra di noi e a vantaggio dei ragazzi, per la passione e l'amore che, anche in modo... "alternativo", ha dimostrato nello  svolgere la sua professione.

A Lei i nostri più cari auguri in vista di una nuova avventura, quella  tutta personale al di là delle pareti scolastiche, che confidiamo sia  gratificante almeno quanto quella sino ad ora vissuta...

Padova, 27/06/2015                   I docenti e tutto il personale del XIV Galileo Galilei

 

SOLO PER TE

Si poteva chiudere l'anno scolastico senza celebrare il nostro unico e insostituibile Leonardo Magnan ?
Impossibile!
E' stato un collega (che brutto dover parlare al passato) preparato, serio, chiaramente appassionato del suo lavoro e sempre pro
fondamente onesto. Un eccellente prof. di matematica e non lo diciamo solo noi. Lo confermano i ragazzi che adesso si trovano ad affrontare studi più impegnativi e questo la dice lunga.
Caro Leonardo, che ci mancherai e che sarà difficile sostituirti te lo abbiamo già detto, quindi, ancora una volta, ti auguriamo una vita il più possibile lunga e felice.
Grazie per aver tenuto alto il livello della Don Minzoni!

Ti ricorderemo sempre ... FOREVER YOUNG

 

Ciao, prof!

Siamo ormai al rush finale ed è doveroso un saluto speciale a Donata Arcangeli ed a Antonella Bardelle, le docenti della Secondaria Galilei che stanno per accingersi a voltar pagina e ad intraprendere quello che auspichiamo sia un piacevole periodo della loro vita a chiusura di un lungo trascorso entro le mura scolastiche.

A noi colleghi che con loro abbiamo condiviso tanti momenti professionalmente e personalmente significativi è indubbio mancheranno moltissimo.

Parrà strano rientrare a settembre e non incontrare lungo i corridoi Antonella, competente, nonché… elegantissima insegnante che ha saputo negli anni individuare tanti talenti ed avviarli agli Istituti d’Arte o ai Licei Artistici cittadini, pronti a mietere soddisfazioni.

Altrettanto sembrerà irreale giungere in palestra e non imbattersi in Donata, docente a dir poco disponibile e collaborativa con tutti, sempre in prima linea per attivare progetti formativi importanti e di garantito successo per i ragazzi.

Un GRAZIE di cuore ad entrambe, perché anche a loro si deve la "buona scuola" che siamo riusciti a realizzare, alla loro indiscussa preparazione, all’attenzione che sempre hanno saputo dedicare agli alunni, al clima favorevole che si sono impegnate a creare!

A tutte e due l'augurio di sapersi riappropriare del loro tempo, di riuscire a farlo con gioia e serenità, nella consapevolezza di aver lasciato traccia profonda, positiva, in coloro che hanno incontrato…

 

Lavori in corso alla "Petrarca"

Il nostro istituto ha ricevuto, nell'ambito del progetto governativo "Scuole belle", un cospicuo finanziamento per rendere più accoglienti i nostri plessi scolastici. La prima parte del lavoro è già stata completata. La scuola primaria "Petrarca", ritinteggiata quasi integralmente nei locali interni (aule, bagni, saloni, scale, ingresso), ora si presenta sicuramente in modo più accogliente. Restano da eseguire i soffitti, per mancanza delle protezioni necessarie ai fini della sicurezza. Si spera che a questi interventi penserà il Comune.

Il nuovo colore degli interni rinnova il giallo preesistente grazie ad una tonalità più chiara e luminosa. Insomma, bambini, bambine e docenti che abiteranno in questa scuola troveranno, nel nuovo anno scolastico, un ambiente decisamente più bello. E mi auguro che lo sappiano rispettare, visto quello che ci costa.

Domani i lavori avranno inizio alla "Lambruschini". Vi aggiorneremo.

 

Che ci importa del tempo!

O meglio, che ci importa del tempo meteorologico se è la conoscenza di quello storico l’obiettivo del viaggio? Ieri, sotto un cielo primaverile oscillante tra annuvolamenti e schiarite, è iniziata la visita d’istruzione della classe III F. La meta da raggiungere era l’isola di San Lazzaro degli Armeni. Il treno Padova-Venezia viaggiava con i fisiologici 20’ di ritardo. Le facce dei viaggiatori adulti erano quelle dei pendolari, dall’espressione un po’ imbronciata,  degli studenti universitari, concentrati, e poi c’eravamo noi, studenti e due insegnanti della classe, decisamente diversi, più vivaci, forse anche più fiduciosi di vivere una buona giornata di scuola fuori dalla scuola diretti verso un pezzetto di Armenia lontano dall’Armenia.

All’arrivo a Venezia, la città appariva ancora sonnacchiosa: pochi turisti, negozi in apertura e bancarelle in allestimento. Il percorso fino alla Riva degli Schiavoni è stato volutamente quello tradizionale, solito, folcloristico e anche un po’ kitsch. Non si era in cerca di atmosfere alternative, di angoli remoti, della Venezia “segreta” o “come non l’avete mai vista”. Qualche foto su sfondo classico, qualche acquisto di souvenir e ci siamo imbarcati e, dopo un breve tragitto, il vaporetto ci ha sbarcati nella piccola isola, incantevole, verde e serena. Non stupisce che abbia irretito lo spirito ribelle e trasgressivo  di Byron che della sua ricchezza culturale e spirituale scrisse  essere tale “da indurre un uomo di mondo a credere che ci sia un altro e migliore mondo anche in questa vita ".

L’abate Mekitar, che arrivò fuggiasco in Occidente agli inizi del ‘700, fondò il monastero che domina l’isola, sede di un lebbrosario nel Medioevo. La visita, guidata da un austero padre mekitarista, ha dato modo di comprendere quanto il monastero sia stato e sia importante centro di spiritualità, cultura e libertà. Biblioteca, refettorio, antica stamperia, museo raccolgono e proteggono enormi tesori, non solo armeni, tra cui preziosissimi manoscritti e la presenza di ardite opere di arte contemporanea, qui esposte in occasione della Biennale Arte,  non è sembrata inadeguata accanto a una mummia egizia del IV sec. a.C., a un raro rotolo buddista con scrittura bustrofedica, a un affresco del Tiepolo.

Il tempo della visita si è esaurito quasi senza accorgercene. L’ultimo sguardo al bellissimo chiostro, nel tentativo di prolungare il piacere delle scoperte, e poi di nuovo sul vaporetto che ci ha ricondotto a Venezia per completare il programma visitando il Ghetto in un simbolico legame tra due popoli vittime di genocidio e di diaspora. Al momento di riprendere il treno per Padova, la pioggia si è fatta battente, ma non ci importava. Il nostro tempo interiore volgeva al bello.

 
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