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Classi a tempo prolungato. Scuola Galilei.

 

La richiesta da parte dei genitori di due classi a tempo prolungato, presso la Scuola Galilei, è alta ma la possibilità di ottenerle è incerta. Nel banner "iscrizioni" verrà pubblicato l'elenco graduato dei richiedenti. Si farà di tutto per ottenere le due classi. Qualora questo risultato non venga raggiunto, c'è la possibiltà di passaggio al tempo antimeridiano. Teniamoci in contatto.

 

Mettersi in gioco...

Il tempo delle scelte è finito, le iscrizioni alle “Superiori” sono state inoltrate e già… tabulate. Il Miur ha reso da alcuni giorni noti i primi dati e la tendenza è chiara: in calo le iscrizioni ai professionali, in aumento i licei (scientifici in testa) che portano a casa quasi il 52% del totale delle domande inoltrate dai 480mila ragazzi quest'anno.

Chissà se i criteri in base ai quali si è deciso – ci si chiede da docenti – sono stati i più giusti. Si è riusciti a suggerire ai propri alunni un percorso “adatto”, una strada che li appassioni, che li interessi davvero? Si sono proposti indirizzi che “non li mandino in sofferenza”, ma permettano loro di vivere con serenità, anche se con impegno, gli anni dell'adolescenza? Si sono instillati in quelli che a breve varcheranno i cancelli per uscire dalle “Medie” la voglia di conoscere, di migliorarsi e di mettersi in gioco, il sano desiderio di rischiare e di sacrificarsi per catturare i propri sogni?

Ce lo auguriamo. E intanto – a voler riflettere su abilità e competenze - vi proponiamo di leggere questo stralcio tratto da un articolo di Francesco Carellato pubblicato su Linkiesta del 21 febbraio scorso. Parla di Michele Ferrero,  di recente scomparso, il figlio del garzone Pietro che non voleva lavorare la terra delle Langhe come i genitori e nel lontano ’42 ebbe il coraggio di aprire ad Alba un “laboratorio di dolcetti e Pasta Gianduja”, l'erede di una piccola realtà che seppe far crescere in modo macroscopico. Parla, insomma, di colui che inventò Sua Maestà la Nutella. Rischiando e, testa sulle spalle, mettendosi in gioco.

(…) Michele Ferrero non era né un genio, né un'eccezione e sarebbe un errore rubricarlo come tale nell'enciclopedia delle grandi figure imprenditoriali di questo paese. Al contrario, era un imprenditore italiano come tanti, coi medesimi riferimenti culturali, la medesima preferenza del dialetto all'inglese, la medesima idiosincrasia per il sapere accademico. È stata la prova, Michele Ferrero, che quel tipo di imprese e quel tipo di imprenditori possono comunque dire la loro nel mercato globale perché hanno alle spalle un'eredità di saperi e tradizioni che se innovate e adeguatamente comunicate possono dire la loro anche in un contesto competitivo difficile come quello attuale. Che ogni eredità, se messa in gioco con il lavoro, la creatività e una certa dose di propensione al rischio, può generare qualcosa di infinitamente più grande.(…)

http://www.linkiesta.it/michele-ferrero-eredita

 

Vacanza studio in Francia

Si è conclusa felicemente l’esperienza della vacanza studio in Francia.

Qui di seguito racconteranno i ragazzi; io, come insegnante, vorrei solo aggiungere che è stata una grande soddisfazione vederli desiderosi  di sperimentare quello che avevano imparato a scuola, li ho visti parlare in francese tra di loro, con noi docenti, con il personale del Collège e con qualsiasi persona che incontravano. Li ho visti curiosi e felici. Gli insegnanti  del Collège si sono complimentati sia per l’entusiasmo e la partecipazione allo studio sia per il comportamento. Tutti i ragazzi hanno superato con merito il livello iniziale di conoscenza della lingua. L’augurio e la speranza è che ai nostri ragazzi rimanga il desiderio della scoperta di luoghi nuovi e sconosciuti, che li aiuti ad allargare i loro orizzonti e che questa esperienza fatta con la scuola serva a comprendere quanto possa arricchire il confronto con culture diverse, ma, al contempo, assai vicine.

VACANZA STUDIO IN FRANCIA: IL RACCONTO

Studiare francese ci ha offerto l’ opportunità di una vacanza studio in Costa Azzurra. Abbiamo alloggiato al ‘Collège International de Cannes’, dove abbiamo incontrato e fatto amicizia con un gruppo di ragazzi peruviani e canadesi.

Questa gita ci ha permesso di visitare tre bellissime città, Cannes, Antibes, Nizza, e un borgo medievale, St. Paul de Vence

A Cannes  abbiamo potuto vedere le impronte delle mani di alcuni personaggi famosi che hanno partecipato al festival del cinema, come Johnny Depp, Sylvester Stallone  e Sharon Stone, fare bellissime passeggiate nella parte vecchia della città e camminare in riva al mare.

Ad Antibes abbiamo visitato il museo Picasso dove abbiamo visto sculture e disegni del famoso pittore a cui è dedicato il museo, fatto una passeggiata, passando per il centro della città e assaggiato due specialità culinarie francesi: le crepes e i macarones ( Musée Picasso )

A Nizza abbiamo visto il museo Matisse e l’ Hard Rock Cafè. Poi abbiamo passeggiato in riva al mare e nel centro città dove abbiamo comprato molti souvenir e visto la ruota panoramica e le vicine fontane.

Alla mattina, dalle 9 alle 12, abbiamo fatto lezione con un’ insegnante di madrelingua francese, con la quale abbiamo parlato degli aspetti culturali della Francia, e dialogato nella sua lingua. Una novità è stata quella di sentirsi spiegare in francese, con parole più semplici, i termini che non capivamo.

L’ ultimo giorno, durante il viaggio, abbiamo fatto una fermata a St. Paul de Vance dove ci siamo dati agli acquisti dell’ ultimo minuto, nei negozietti del borgo.

Questa gita è stata un grandissima opportunità di apprendimento per tutti. È stata una bella novità per tutti viaggiare insieme in un paese estero e convivere con alcuni compagni, dandoci la possibilità di conoscerci meglio tra di noi.

Un grazie speciale alle professoresse Leati, Fiorentin e Sturlese per aver speso tanta fatica a organizzare la gita e per averci portati e sopportati. Hanno avuto molta pazienza e speriamo che offrano la stessa opportunità anche nei prossimi anni.

Un grazie anche alla preside per aver approvato la gita ed averci dato tanta fiducia.

COMMENTI DEGLI STUDENTI DELLA CLASSE 3^D:

L’ esperienza trascorsa in Francia mi è piaciuta tantissimo e ci ha fornito l’ occasione, per me molto positiva, di conoscere ragazzi di altri paesi, di scoprire la cultura francese e le abitudini quotidiane di questo paese.

Francesca

La gita in Francia mi è piaciuta moltissimo e ancora di più mi sono piaciute le città che abbiamo visitato e i nuovi amici peruviani, americani e francesi che abbiamo conosciuto.

Sofia

Il collège era bellissimo e anche la gita è stata molto bella, anche perché, secondo me, non avendo i cellulari, potevamo discutere di più tra di noi. Mi è piaciuto molto comprare i souvenir nelle varie città e nei musei.

Giorgia

 

Un articolo di Anna e Lisa 3D.

 

Noi, della seconda A, sotto il cielo stellato...

Dallo scorso anno se ne parlava e finalmente il momento è arrivato! Quale? Quello della maxi-gita!! Nei giorni scorsi, infatti, complice una contingenza meteorologica particolarmente favorevole, i ragazzi della seconda A della Secondaria Galilei hanno vissuto un’esperienza decisamente memorabile sull’Altopiano dei Sette Comuni, coronando il sogno di dormire tutti insieme fuori casa, lontano da… compiti e genitori!

L’itinerario didattico, studiato da tempo – come si accennava innanzi – in particolare dall’insegnante di educazione fisica Donata Arcangeli, prevedeva una ciaspolata notturna sulla neve sotto la guida del Centro  Fondo di  Cesuna Val Magnaboschi, una squisita cenetta presso una baita del territorio e, il giorno successivo, la visita ad un caseificio asiaghese per conoscere ed apprezzare i formaggi locali.

Inutile dire che tutto si è svolto nel migliore dei modi. Accolti calorosamente dalle cortesi e solerti Suore Figlie di Maria Ausiliatrice di Villa Tabor presso cui è avvenuto il pernottamento, i ragazzi si sono comportati benissimo, riempiendo le camere di chiacchiere e di risate, ma (per la gioia delle docenti accompagnatrici) sapendo spegnere le luci al momento giusto.

La degustazione dei D.O.P. Asiago e Grana Padano, seguita alla dettagliata spiegazione dell’esperto, non ha proprio deluso nessuno, così come è risultata graditissima la cena consumata in allegria dopo il suggestivo percorso sulla neve. Ed è proprio lì, comunque, che le emozioni sono state più intense, tra i pendii solcati da sentieri delimitati da lastre di pietra infisse al suolo un tempo che fu, perché pecore, vacche o cavalli non andassero a calpestare o sciupare l’erba e i seminati, e nelle soste tra i larici e gli abeti ad aiutarsi ad agganciare ciaspole che talvolta si sfilavano. La temperatura “perfetta”, il silenzio, le luci degli abitati lontani adagiati sul fondo valle, l’ombrosa sagoma del Monte Verena dal cui Forte partì il primo colpo di cannone che diede inizio alle ostilità nella Grande Guerra da parte italiana…, tutto ha contribuito a rendere la serata indimenticabile. E’ stato particolarmente toccante, poi, a naso in su, fermarsi ogni tanto a guardare la magnifica stellata che sovrastava il paesaggio.

E non è stato difficile, dinanzi a tanta meraviglia, farsi tornare in mente le celeberrime parole conclusive della Critica della Ragion pratica del filosofo tedesco Immanuel Kant:

il cielo stellato sopra di me, e la legge morale dentro di me”…

 

Ri...mettiamoci la faccia!

Sfatiamo il fatto che il venerdì 13 sia sempre un giorno sfortunato!

Nella tanto temuta data alla Secondaria Galilei tutto è andato proprio benone, anzi... gli alunni delle classi seconde e terze hanno avuto modo di vivere una mattinata speciale!

A renderla tale lo spettacolo teatrale “Ri…mettiamoci la faccia” realizzato a cura della Consulta del Volontariato della Provincia di Padova, dell’Associazione S. Vincenzo De Paoli, dell’Associazione A.V.I.S. Este e dell’Associazione Informatici senza frontiere, con il patrocinio dell’UST di Padova, iniziativa inserita nel Progetto di Plesso “C’è chi dice no!” contro lo sciagurato fenomeno del bullismo.

Il tema non era facile a trattarsi. Si pensi che attualmente nelle scuole primarie italiane un bambino su dieci dichiara di subire le prepotenze dei compagni una o più volte la settimana e che nelle scuole secondarie nazionali il problema assume connotati di maggiore cronicità e gravità, in quanto le vessazioni si concentrano su un minor numero di soggetti vittimizzati e per questo più sistematicamente bersagliati. Trattasi di bullismo al maschile e di bullismo al femminile: forme dalle sfaccettature diverse, sicuramente, ma entrambe deprecabili esempi di prevaricazione e di violenza spesso dalle conseguenze devastanti.

Introdotta dallo psicologo dott. Mario Polisciano, esperto del settore, la performance dell’attore Dario Carturan ha avuto il merito di catturare in modo divertente ed intelligente l’attenzione del giovane uditorio per ben due ore e di far ridere e riflettere ad un tempo tutti i presenti, attingendo a piene mani all'esperienza di ieri e di oggi relativamente alle dinamiche scolastiche e familiari più consuete che fanno da sfondo alle relazioni tra bulli e vittime: il rapporto tra gli adolescenti, quello tra essi e le figure di riferimento, quello tra docenti e genitori e tra quest'ultimi ed i figli.

Del resto la metodologia del Teatro offre un’educazione alle emozioni la cui valenza è ovunque riconosciuta e tocca corde a cui spesso altre tipologie di comunicazione  manco sanno avvicinarsi.

Incisivo anche l’intervento sul cyber-bullismo dello specialista informatico Andrea Vianello, volto a non demonizzare certo l’uso delle tecnologie, ma a rendere i ragazzi consapevoli dei rischi a cui si può andare incontro navigando in rete da sprovveduti o utilizzando i social-network in modo scorretto e spregiudicato.

 

Un mondo di suoni

Quelli a percussione sono stati i primi strumenti usati dall’uomo che, fin dalla Preistoria, utilizzando i materiali naturali disponibili, battendoli o sfregandoli, ha scoperto progressivamente la potenza evocativa del suono e del ritmo. La lezione-concerto sulle percussioni tenuta ieri nell’ auditorium dei plessi Galilei e Don Minzoni dal Maestro Fabio Dalla Vedova, su invito delle insegnanti di Musica, si è rivolta agli alunni di tutte le classi, una compagine numerosa ma attenta come non mai. Il suono esplosivo di un Gong e quello vivace dei piattini cinesi hanno proiettato da subito l’uditorio nelle atmosfere sonore delle cerimonie rituali e delle colorate feste dell’antica Cina dando quindi inizio ad una quanto mai variegata serie di suoni gravi, acuti, scuri, chiari, veloci, lenti, prodotti dai tanti strumenti che via via venivano illustrati. Alcuni  di questi, proposti all’attenzione, sono risultati familiari come il triangolo che, a dispetto della sua apparente modestia, suonato da mani esperte, ha mostrato tutte le sue potenzialità o i tamburi, come il rullante, onnipresente nelle marce militari, nelle bande paesane o la batteria, cuore pulsante di  ogni  band, strumento multiplo capace di dettare il ritmo di un brano, imporre il sound. Difficile resistere alla sua fascinazione e all’appeal del ruolo del batterista. La serie delle percussioni etniche, a membrana, di metallo, di legno, è stata nutrita. Dall’Africa, dall’America Centrale e Meridionale, dall’Asia sono giunte in Europa - che in questa storia ha giocato per molto tempo un ruolo secondario- la Marimba, la Cabasa, il Djembè, le Campane Tubolari, il Bastone della Pioggia, l’Eolifono, impressionante strumento che riproduce i rumori del vento e della tempesta e tutta una serie di  strumenti fatti con pietruzze, conchiglie, artigli di animale, chiodini, legnetti fino ai  semplici tappi di plastica, tutto per accompagnare ritmi di samba o bossa nova, musica jazz o classica. E i suoni, per intensità, hanno spaziato dall’impercettibilità  e dalla levità, come il rumore delle onde che si infrangono dolcemente sulla battigia, al fragore, come quello  di un lampo o di un tuono relegando altrove, lontano, per il tempo della lezione, la scomposta colonna sonora della quotidianità e suggerendo legami geografici e culturali inattesi. Gli uditori sono stati parte attiva, non solo per l’ascolto attento. A volte, a richiesta del Maestro, hanno battuto il tempo con le mani, altre, senza pensarci e senza accorgersene, muovevano i piedi, dondolavano  la testa, seguendo il ritmo. E quando il ritmo  prende, si sa,  non si resiste alla tentazione di ballarci su!

 


 
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