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TORTE ALLA "DON MINZONI"!!!!

Il primo giorno è ormai andato, ma va bene lo stesso....

Giusto perchè si voleva avvertire l'utenza che alla "Don MInzoni", sabato 23 maggio 2015, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, in atrio, considerato il maltempo, avrà luogo la vendita di dolci e torte dall'apparenza e dalla sostanza davvero succulenta, irresistibile, parola di prof!!!

Venite numerosi, non ve ne pentirete!!      Occhiolino

 

LA NOSTRA BUONA SCUOLA

Scarpe comode per camminare e un k-way nello zainetto, un vociante piccolo esercito – quello della seconda A del Plesso Galilei – nei giorni scorsi si è appropriato del Centro patavino per l’ultima uscita didattica targata 2014/2015, e su e giù per strade e vicoli, lo hanno atteso, pazienti, tanti angoli della città, gli stessi  a cui non si presta attenzione durante lo shopping, ma che spesso celano molte curiosità e segreti, nonché talvolta dolorosi risvolti… Obiettivo primario è stato un ulteriore tuffo nell’ottocentesco glorioso passato della nostra cara Padova, terminato a scuola il programma di Storia dell’anno.

Ai ragazzi è toccato l’onere e l’onore di illustrare alcuni dei luoghi significativi del percorso risorgimentale cittadino e nazionale, oltre che il compito di coinvolgere i compagni in un’osservazione più attenta di spazi consueti eppure interessanti. Un bell’impegno, non c’è che dire. Ma è andata bene. Nel fiancheggiare l’elegante Teatro Verdi è quasi sembrato di avvertire l’eco di musiche verdiane, le stesse che infiammavano i cuori dei patrioti, mentre la sosta nella Piazzetta della Garzeria, incastonata tra l’ex Teatro Sociale (poi Teatro Garibaldi) e via VIII Febbraio, è servita un po’ a rivivere gesta impetuose, eroiche, ma anche colorite, con protagonisti gli irriverenti quanto passionali sciami di studenti della Patavina Universitas - l’indisponente cappello all’Ernani sulle ventitré - o i gruppi di impegnati intellettuali, o ancora i drappelli di impeccabili e seriosi ufficiali austriaci.

Ad arricchire ed a qualificare maggiormente la visita è servito inoltre l’intervento della Guida del Gruppo La Specola che ha accompagnato la scolaresca alla scoperta del prestigioso Caffè Pedrocchi, dei suoi ambienti raffinati che fecero da sfondo alle conversazioni di più o meno illustri cospiratori intenti a sorseggiare l’esotica bevanda ed alle feste di gentildonne agghindate provocatoriamente di gioielli tricolore. Emozionante pure la visione delle testimonianze presenti al Museo del Risorgimento alle quali l’esperta ha dedicato descrizioni minuziose: molte divise, una curiosa tabacchiera riproducente… la tomba di Napoleone Bonaparte, la logora camicia rossa d’un garibaldino, il lapidario “Obbedisco” sul dispaccio inviato dall’Eroe dei Due Mondi proprio al Presidio Militare di Piazza Eremitani, e tanti altri oggetti del tempo che fu che ancora paiono volerci “parlare”…

Un tocco romantico a tutto tondo, infine, al termine della giornata toccata appena da una timida pioggerellina primaverile, ma baciata alla grande dalla “tipica agitazione da gita”: alcune alunne hanno voluto dedicare uno speciale approfondimento alle figure femminili che a Padova si sono rese protagoniste nel periodo pre-unitario, a quelle Donne con la "D" maiuscola che con Padova allora hanno intrecciato i loro personali destini vissuti all’insegna di sentimenti intensi e profondi.  Ha in particolare commosso la vicenda di Antonina Masanello, la “Tonina” di Cervarese Santa Croce, unica donna partecipe in prima linea alla Spedizione dei Mille, seppure in incognita, al fianco del marito, e si è rivelata davvero toccante la storia avventurosa di Jessie White, amorevole infermiera inglese tra i feriti delle truppe savoiarde, ed intraprendente giornalista, oltre che biografa di Garibaldi e Mazzini, nonché audace cospiratrice, fino all’ultimo accanto al compagno, il veneto patriota Aldo Mario, con il quale ebbe a condividere in più di un’occasione anche il carcere.

Insomma, è stato davvero un susseguirsi di esperienze interessanti, di incontri inediti, di opportunità preziose per imparare, conoscere, ricordare…: la degna conclusione di un'annata a dir poco fantastica!

Non ce ne vogliate, ma non abbiamo resistito nel raccontarvi per l'ennesima volta la                   NOSTRA BUONA SCUOLAArrivederci al prossimo settembre!

 

Che ci importa del tempo!

O meglio, che ci importa del tempo meteorologico se è la conoscenza di quello storico l’obiettivo del viaggio? Ieri, sotto un cielo primaverile oscillante tra annuvolamenti e schiarite, è iniziata la visita d’istruzione della classe III F. La meta da raggiungere era l’isola di San Lazzaro degli Armeni. Il treno Padova-Venezia viaggiava con i fisiologici 20’ di ritardo. Le facce dei viaggiatori adulti erano quelle dei pendolari, dall’espressione un po’ imbronciata,  degli studenti universitari, concentrati, e poi c’eravamo noi, studenti e due insegnanti della classe, decisamente diversi, più vivaci, forse anche più fiduciosi di vivere una buona giornata di scuola fuori dalla scuola diretti verso un pezzetto di Armenia lontano dall’Armenia.

All’arrivo a Venezia, la città appariva ancora sonnacchiosa: pochi turisti, negozi in apertura e bancarelle in allestimento. Il percorso fino alla Riva degli Schiavoni è stato volutamente quello tradizionale, solito, folcloristico e anche un po’ kitsch. Non si era in cerca di atmosfere alternative, di angoli remoti, della Venezia “segreta” o “come non l’avete mai vista”. Qualche foto su sfondo classico, qualche acquisto di souvenir e ci siamo imbarcati e, dopo un breve tragitto, il vaporetto ci ha sbarcati nella piccola isola, incantevole, verde e serena. Non stupisce che abbia irretito lo spirito ribelle e trasgressivo  di Byron che della sua ricchezza culturale e spirituale scrisse  essere tale “da indurre un uomo di mondo a credere che ci sia un altro e migliore mondo anche in questa vita ".

L’abate Mekitar, che arrivò fuggiasco in Occidente agli inizi del ‘700, fondò il monastero che domina l’isola, sede di un lebbrosario nel Medioevo. La visita, guidata da un austero padre mekitarista, ha dato modo di comprendere quanto il monastero sia stato e sia importante centro di spiritualità, cultura e libertà. Biblioteca, refettorio, antica stamperia, museo raccolgono e proteggono enormi tesori, non solo armeni, tra cui preziosissimi manoscritti e la presenza di ardite opere di arte contemporanea, qui esposte in occasione della Biennale Arte,  non è sembrata inadeguata accanto a una mummia egizia del IV sec. a.C., a un raro rotolo buddista con scrittura bustrofedica, a un affresco del Tiepolo.

Il tempo della visita si è esaurito quasi senza accorgercene. L’ultimo sguardo al bellissimo chiostro, nel tentativo di prolungare il piacere delle scoperte, e poi di nuovo sul vaporetto che ci ha ricondotto a Venezia per completare il programma visitando il Ghetto in un simbolico legame tra due popoli vittime di genocidio e di diaspora. Al momento di riprendere il treno per Padova, la pioggia si è fatta battente, ma non ci importava. Il nostro tempo interiore volgeva al bello.

 

Ed eccoci finalmente alle premiazioni

Si è conclusa stamattina alla presenza di tutti i ragazzi della Don Minzoni la manifestazione che raccoglieva e riassumeva alcune attività del plesso particolarmente gradite. In primis la consegna dei diplomi ai ragazzi “Apprendisti ciceroni “ di III D da parte della dott.ssa Marilisa Padoan in rappresentanza del FAI con proiezione di foto riguardanti “Le giornate FAI di Primavera”a cui i nostri hanno attivamente partecipato.  A seguire l’attesa consegna di diplomi e premi ai primi classificati e ai segnalati del Concorso “ DISEGNO LA MIA POESIA 2015 che ha visto protagonisti gli artisti  e poeti in erba di prima, seconda e terza. Il tema del concorso “ Il viaggio e l’approdo” è stato il pretesto per l’augurio e il saluto che i ragazzi di terza hanno rivolto ai compagni più giovani , alcuni servendosi delle parole, altri con la musica e la perfetta coordinazione delle tre terze in un pezzo al flauto, altri, l’intera III D con la recita teatrale “a più voci e rumori “ ,come ama definirla la prof.ssa Fiorentin, della famosa poesia “ La pioggia nel pineto” di Gabriele D’Annunzio. Ultima proposta della giornata, la premiazione per gli sportivi che sono emersi nelle gare della scuola e che abbiamo rivisto volentieri in un simpatico montaggio fotografico preparato dal prof. Borgogno. Per dare continuità al viaggio  che porterà i nostri ragazzi verso il loro futuro, nel giardino della scuola verrà piantumato nei prossimi giorni un altro albero da frutto, che si aggiungerà agli altri delle terze degli anni precedenti, come saluto e simbolo di conoscenza, di crescita umana e interiore e ricordo del loro passaggio tra i nostri muri di scuola

 

IL BAMBINO E LA MONTAGNA

Venerdì 15 maggio noi alunni delle classi quinte della Lambruschini abbiamo compiuto "l' impresa": abbiamo scalato la montagna. E' proprio così!Sotto un cielo plumbeo e malinconico, insieme alle nostre maestre ci siamo messi in viaggio direzione Trento, museo della Scienza. Nonostante ci fossimo alzati presto, il sonnellino mattutino ha lasciato il posto alla curiosità del viaggiatore, all' entusiasmo nell' affrontare un lungo "viaggio", quello importante, conclusivo di un percorso durato cinque anni. Subito dopo la partenza, ci siamo accorti che l'interesse cresceva sempre di piu' così come la voglia di avventura. Che emozione attraversare il confine per entrare in un' altra regione! Ed ecco dinnanzi ai nostri occhi lo spettacolo delle montagne, le cui cime tempestose e fumanti, sotto la coltre di nebbia apparivano come giganti dalle grandi bocche inferocite. Ci sembrava di rivivere un' avventura omerica, simile a quelle affrontate dal caro Ulisse. Dopo un lungo tragitto siamo arrivati al tempio della scienza: il Muse, ovvero la grande costruzione strutturata in più piani come una montagna, sorta per raccontare la vita sulla Terra.

 

Consumata la merenda, in breve tempo ci siamo messi al lavoro: ci siamo divisi in piccoli gruppi per dare vita ad un laboratorio sul paesaggio, inteso come bene comune da condividere. Abbiamo osservato, scritto e rappresentato con matite e pennarelli l' ambiente che ci circonda, guardandolo con i nostri occhi e abbiamo imparato ad interpretarlo attraverso un nuovo modello di lettura, il modello a quattro poli, legato alle nostre emozioni.

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12 maggio…tutti in fattoria!

Anche per i bambini delle classi prime del plesso Mazzini è arrivato il momento forse più atteso di tutto l’anno scolastico: la gita!
Ottima scelta l’azienda agricola “La Primizia”, immersa nel verde e nel silenzio, interrotto solo dallo schiamazzo delle oche in gara con il chicchirichì dei galli.
La visita all’orto ha rivelato segreti delle piante e ci ha dato qualche consiglio utile per una corretta alimentazione.
Ma che chiassose le oche e che prepotenti i grossi galli con le galline!
Finalmente si è sfatata l’equivalenza asino = tonto e abbiamo conosciuto qualcosa di più su questo animale e chissà che in futuro non ci si senta meno offesi ad essere chiamati asini!
Nell’ovile le grosse pecore si avvicinavano, forse anche un po’ troppo visto che qualcuna ha scavalcato con un balzo la staccionata, suscitando grida di divertimento. 
La giornata splendida ci ha permesso di stare all’aperto e i bambini si sono improvvisati pasticcieri e così da movimenti impegnati e silenziosi di piccole mani all’opera con farina, zucchero e uova sono nati cuoricini, stelline, fiori e palline pronti per essere infornati e poi gustati al rientro in famiglia.
Sana e gustosissima è stata la merenda offertaci e poi finalmente una bella corsa nel prato verde.
Al ritorno in autobus i bambini hanno cantato e che cosa potevano intonare se non “ Nella vecchia fattoria”?
 
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